Il verdetto, inconfutabile, dopo le semifinali di Montecarlo è che in condizioni normali e con una racchetta tra le mani Jannik Sinner e Carlos Alcaraz fanno, ancora, un altro sport per tutti.
Diciassettesima sfida complessiva, ottava consecutiva in una finale, quella che consegnerà ad uno dei due principi del tennis mondiale il primo Masters su terra della stagione. Aggrapparsi ai precedenti, che vedono avanti lo spagnolo, sarebbe analisi limitante nei suoi risvolti. Decisamente più efficace raccontare come Jannik e Carlitos arrivino all’ultimo atto nel torneo del Principato.
Il primo dopo aver annientato, per l’ottava volta consecutiva, un rassegnato Sascha Zverev. Il tedesco perde testa ed equilibrio già nel primo set, chiuso 6-1 a favore di Sinner. Nel secondo, Sascha ci prova ma Jannik ne ha sempre e comunque di più: 6-4 e prima finale in carriera a Montecarlo per il tennista italiano.
Lì ad attenderlo, come detto, Carlos Alcaraz che un paio d’ore dopo interrompe il sogno del beniamino di casa Valentin Vacherot. Doppio 6-4 a favore dello spagnolo, con il tennista monegasco costretto a concedere il break decisivo solo al nono gioco del secondo parziale.
Alcaraz contro Sinner, ancora una volta e per fortuna di chi almeno da un anno e mezzo e ad inizio di ciascun torneo non aspetta altro che questo epilogo. In palio la corona di Montecarlo ma anche quella di numero 1 al Mondo: chi vince la prende o la difende, chi perde la lascia all’altro.
Tutto o nulla. In una domenica di metà aprile, sulla terra rossa e come spesso succede tra loro due.