Ventidue settimane dopo Jannik Sinner torna in cima alla classifica ATP. Numero uno al mondo, perché negli ultimi mesi è stato il più bravo di tutti e non solo perché rispetto ad Alcaraz aveva, decisamente, meno punti da difendere e più da guadagnare.
Sinner è tornato, ammesso che fosse mai andato via, anche se aver abdicato all’Australian Open, dopo due anni consecutivi, ed il passaggio a vuoto di Doha, lo scorso febbraio, avevano lasciato temere che qualcosina nella miglior macchina da tennis nella storia del nostro Paese si fosse inceppato. Il Sunshine Double con Indian Wells e Miami, una supremazia netta e legittimata sul cemento, hanno aperto le porte a quello che abbiamo visto nell’ultima settimana a Montecarlo: il miglior Sinner di sempre sulla terra rossa.
Lo scorso anno si è fermato in finale a Roma e a due match point dal titolo al Roland Garros, ma quello che abbiamo raccontato nel Masters del Principato è comunque qualcosa che per intensità e qualità non si era mai affacciato prima su questa superficie. Una sentenza al servizio e nei momenti decisivi, una profondità da fondocampo cannibalizzante, una lucidità mentale senza spiraglio di esitazione. Il tutto condensato in una consapevolezza matura e ormai definitiva.
Ne vedremo delle belle e già dalle prossime settimane, aggrappati al suol talento e felicemente condannati all’idea di non poterne fare a meno.