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Calcio

ARSENAL, TUTTO IN UN MESE

Maciej Rogowski Photo/Shutterstock.com

I cannoni sparano forte nel Nord di Londra, l’Arsenal dopo 20 anni esatti è di nuovo in finale di Champions League.

Basta un gol del capitano Bukayo Saka a mandare in fumo l’ultimo ballo di Griezmann, ed i sogni di gloria di Simeone. L’anno scorso la squadra di Arteta si era fermata in semifinale contro i futuri vincitori del PSG, ma come successo praticamente ogni stagione dal suo arrivo nel 2019, il basco ha fatto un passo in avanti, aggiunto qualcosa, ed ora ha finalmente staccato il biglietto per Budapest.

L’organizzazione difensiva alla base per potersi permettere l’estro dei suoi campioni nella trequarti avversaria. Con Declan Rice in mezzo al campo, MVP nella magica notte londinese, a fare da perfetto collante con la sua capacità unica, di coprire tutto il campo sempre con intelligenza tattica e qualità straripante. Una squadra meno frizzante rispetto ai giocolieri di Guardiola, Kompany o Luis Enrique, ma maledettamente efficace e conscia delle proprie virtù, sulle quali ha fondato una stagione che potrebbe rivelarsi indimenticabile.

Già perché oltre alla finale di Champions, c’è una Premier League nelle mani dei Gunners: +5 rispetto al City con una partita in più, e solamente tre rimaste da giocare contro West Ham, Burnley e Crystal Palace. Inevitabilmente lo spettro di farsi scivolare tutto dalle mani persiste, per una squadra reduce da tre secondi posti consecutivi, eppure i sorrisi che si sono accesi dopo la vittoria contro il Cholo, fanno presagire ad un mese dove i cannoni dei Gunners saranno pronti a farsi sentire.

 

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