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Calcio

LECCE-CREMONESE, TESTA A TESTA CON LO SPETTRO DELLO SPAREGGIO

Cerberus Sport/Shutterstock.com

È testa a testa e bagarre disperata anche nella zona rossa.

Lecce e Cremonese, 180 minuti per rimanere attaccate al treno Serie A, con lo spettro – neanche troppo remoto – dello spareggio. Degli spareggi anzi. Già perché ormai dalla stagione 23-24 la decisione è stata quella di affidare la salvezza a due sfide di andata e ritorno. Abbandonando la roulette russa della partita secca in campo neutro.

Solo un precedente negli ultimi anni, nastro riavvolto all’11 giugno 2023, Mapei Stadium. Lo Spezia di Semplici contro il Verona di Zaffaroni. Novanta minuti di fuoco, con tifoserie a spartirsi lo stadio nelle due curve. Faraoni apre le danze, la sassata di Ampadu è solo un’illusione per i liguri, perché poi salirà in cattedra Ngonge con una doppietta a fissare sull’1-3 il risultato già nel primo tempo.

Da quella gara thriller di Reggio Emilia il passo indietro, il ritorno al passato, alla salvezza in 180 minuti, come in quel giugno del 2005 al cardiopalma. Ultima volta del format. Campionato definito dalla classifica avulsa: Fiorentina, Parma e Bologna a 42. Le ultime due a giocarsi la A nel doppio confronto: passano i rossoblù al Tardini, con un colpo di testa di Tare. Sembra fatta, ma i gialloblù ribaltano tutto al Dall’Ara con Cardone e Gilardino, che mette dentro uno dei gol più pesanti della sua sin lì giovane carriera.

DeLorean impostata al 2026: Di Francesco con davanti la trasferta contro il Sassuolo e poi il finale al Via del Mare con il Genoa; Giampaolo con la gita a Udine e poi lo Zini aperto al Como di Fabregas ancora coinvolto nella corsa Europa. Calcolatrice alla mano: se sarà spareggio salvezza proprio lo Zini deciderà tutto. Lì dove a dicembre la squadra allora guidata da Nicola passò 2 a 0 sui salentini, a marzo invece solo 2-1 per DiFra e soci. E quel gol di Bonazzoli a dare quel piccolo quid in più ai grigiorossi, quella minima speranza di non buttare alle ortiche una stagione straordinaria fino a dicembre.

Cuore, testa e orgoglio. Per 180 minuti, ancora di campionato, di tensione pura.

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