Dopo la vittoria del quinto Tour de France, il terzo consecutivo, e il modo in cui lo ha fatto, la considerazione definitiva è che in questo momento Tadej Pogacar sia lo sportivo più dominante del Mondo. Non esiste un atleta, oggi e in qualsiasi altra disciplina, capace di creare un gap simile a quello che il ventisettenne fenomeno sloveno consegna ogni volta che siede su una bicicletta.
Non solo non esiste essere umano che riesce a pedalare più veloce di lui, ma non se ne vede neanche nessuno, da un po’, in grado anche e solo di stargli vicino. La grandezza di questo ragazzo piovuto da un altro pianeta è racchiusa anche nel livello degli avversari che sta relegando a semplici comparse. Vingegaard, Evenepoel, Del Toro e Carapaz, senza dimenticare prima di loro Roglic o specialisti delle Classiche come Van der Poel e Van Aert. Tutti corridori di un livello superiore, tutti in grado, in altre epoche, di disegnare probabilmente una carriera da copertina.
Se Van Aert, lo scorso 12 aprile, non avesse inventato quello straordinario sprint all’arrivo dell’ultima Roubaix, Tadej avrebbe vinto tutte le Classiche Monumento della stagione e alle quali avrebbe aggiunto, oggi, anche la Grande Boucle. Numeri, così ravvicinati, che neanche Eddy Merckx è mai riuscito a raggiungere, il Cannibale raccontato dai nostri padri come una figura mitologica, uno dei quattro insieme ad Anquetil, Hinault ed Indurain ad aver vinto almeno cinque Tour.
A loro si è aggiunto Tadej Pogacar, in questo momento e chissà per quanto il più dominante sportivo del Mondo.