Tre punti, goleada e primo vero tentativo di fuga, aspettando Roma-Milan e Juve-Napoli.
Dopo un blackout iniziale, nella notte di San Siro l’Inter passeggia sul Pisa mettendo in mostra qualità dal punto di vista fisico e soprattutto tecnico-tattico. Ad un Sommer completamente assente, prestazioni sempre più deludenti e preoccupanti dell’estremo difensore, risponde un organico mai così organizzato e prolifico.
I primi minuti sono da incubo, Gilardino alza il muro difensivo per chiudere gli spazi e chiede a Moreo di muoversi tanto tra le linee per non dare punti di riferimento. A fare la partita è sempre l’Inter, ma i nerazzurri di Milano hanno un approccio al match troppo molle. Risultato: quando sul cronometro c’è scritto “23”, sul tabellino è 0-2.
Quella di Chivu è tra le squadre principali candidate per il titolo di campione d’Italia, la dimostrazione arriva nella seconda parte di primo tempo: fuori un Luis Henrique ancora troppo poco convincente, dentro Dimarco, con Carlos Augusto che si sposta sulla destra. Aggressività, incisività e partita ribaltata. Il classe ’97 partecipa a tutte le sei reti dei nerazzurri: assist, gol o comunque tocchi decisivi, gol arrivati da sei marcatori differenti. Manca ancora un pizzico di concretezza, ma l’Inter è decisamente sulla strada giusta.
Non c’è tempo per fermarsi, mercoledì l’ultima della fase che vede protagonista il maxi girone di Champions. La sfida con il Borussia Dortmund rappresenta l’ultima disperata chance per entrare nel G8, la consapevolezza che sotto questo punto di vista l’Inter non ha il destino nelle sue mani. Chivu sembra non preoccuparsi: “se sarà necessario, faremo i playoff” ha detto dopo la sconfitta con l’Arsenal.
Continuare la propria marcia verso gli obiettivi stagionali, tenere ben saldo in mente quanto accaduto al termine della scorsa annata: vietato chiudere con zero titoli.