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Calcio

SERIE A, IL RAPPORTO TRA CARNEVALI E MAROTTA

Fabrizio Andrea Bertani/Shutterstock.com

Gli amici che diventano nemici, anzi no, rivali.

Perché che la nuova carica da amministratore delegato e direttore generale della Juventus di Giovanni Carnevali possa mettere a repentaglio il rapporto con Giuseppe Marotta non è dato saperlo. Certo è però che legami del genere difficilmente si spezzano: da vicini di casa in passato a testimoni di nozze, una storia che affonda le proprie radici negli anni ’80. Marotta lavorava al Monza quando decide di dare fiducia ad un suggerimento arrivato da Carnevali, all’epoca Presidente della Milanese.

Da quell’intuizione nasce l’opportunità per Cinelli, centrocampista che verrà poi ceduto all’Inter dai brianzoli. Nel 90 quando Marotta lascia Monza per approdare al Como, sceglie proprio lui come collaboratore. Il sodalizio prosegue a Ravenna, dove i due contribuiscono anche alla scoperta di Christian Vieri.
Successivamente le loro strade si dividono: Marotta prosegue la carriera dirigenziale arrivando ai vertici del calcio italiano, mentre Carnevali si dedica anche al marketing, fondando Master Group, realtà destinata a crescere e ad affermarsi nei vari ambienti sportivi. Poi, la carica di amministratore delegato del Sassuolo che porterà avanti per 12 anni, distinguendosi tra le altre cose per la valorizzazione dei giovani talenti.

E non è un caso che tra Sassuolo, Juventus e Inter negli anni non siano mancate trattative importanti: Pinamonti, Sensi, Frattesi per citarne alcuni, senza dimenticare Domenico Berardi. Un’intesa raggiunta ma mai formalizzata a causa del “no” del giocatore.
Oggi si trovano all’apice delle due più grandi rivali del calcio italiano. Inter e Juventus: un progetto solido e vincente contro uno interamente da rivoluzionare. E se la logica non è un’opinione ma una deduzione inconfutabile, Carnevali incarna il perfetto allievo di Marotta, e la Juventus potrebbe tornare a rifiorire nel giro di poco tempo grazie al lavoro del suo nuovo amministratore delegato, proprio come successo all’Inter negli ultimi anni.

Un’amicizia che accompagna una vita intera, insomma, ma la professionalità dei due li porterà a sfidarsi senza concedere sconti, anche perché nessuno dei due è abituato a farli, tanto sul campo, quanto sul mercato.

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