Delusione Inter. Il campo sintetico e il gelo di Bodo sembravano le cause principali di una gara d’andata sottotono e dagli esiti disastrosi.
Il ritorno a Milano, con le migliori condizioni per potersi esprimere al meglio, ha portato a un’eliminazione che brucia, soprattutto se si considera il corposo vantaggio sulle inseguitrici in campionato e la possibilità, che c’era, di poter gestire le energie con tranquillità considerando tutte le competizioni.
Conferenza stampa di presentazione del match, Chivu elogia il progetto Bodo-Glimt, club certamente in netta crescita, ma nella notte di San Siro a fare la differenza è stata la mancata concretezza dei nerazzurri, che si fanno trovare come prevedibile con il baricentro alto, pronti ad aggredire il portatore di palla per colpire. Nel primo tempo, soprattutto nei primi venti minuti, è arrembaggio Inter, dominio totale del gioco, ma zero gol.
I norvegesi restano sigillati nella propria metà campo, Zielinski e compagni provano con un possesso sterile a muovere le linee avversarie. Lentezza della manovra, i nerazzurri si rivelano troppo scolastici e prevedibili, incapaci di servire con efficacia Thuram, apparso fuori forma, e Pio Esposito, marcato a uomo da un centrale difensivo e linea di passaggio schermata da un centrocampista che gli si pone davanti.
La partita di fatto finisce con il regalo di Akanji al Bodo, il resto serve solo per le statistiche. Mettere alle spalle rapidamente la Champions concentrandosi su campionato e Coppa Italia, la consapevolezza che il flop in una di queste competizioni potrebbe compromettere in maniera non indifferente il bilancio stagionale.