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F1, ANTONELLI DA PROMESSA A PADRONE

Jay Hirano/Shutterstock.com

Che di talento ce ne fosse era chiaro, e tutti eravamo disposti a scommetterci.  Ma che già dopo il primo quarto della sua seconda stagione in Formula 1, Antonelli potesse cannibalizzare il campionato motor sportivo più importante del Mondo, questo, oggettivamente, era un azzardo su cui pochissimi avrebbero puntato. Da promessa a padrone, la repentina facilità con cui Kimi lo sta facendo sta scolpendo un’esaltazione sempre più contagiosa.

Il modo in cui è diventato il più giovane vincitore di sempre a Montecarlo, lasciandosi alle spalle tutti e da subito e mettendo a referto un Gran Chelem da libri di storia, ha plebiscitariamente convinto, ciascuno di noi, di volerlo vedere sul tetto del Mondo alla fine di questa stagione.

Sessantasei punti di vantaggio dopo sole sei gare è un margine importante ma con una strada ancora lunghissima da percorrere. La Mercedes, a Montecarlo e almeno con Antonelli, ha continuato a volare, con buona pace, per ora, di chi si aspettava, e già nel Principato, un calo di prestazioni con l’introduzione del nuovo metodo di misurazione del tanto discusso rapporto di compressione. La gara monegasca, come al solito, è un teatro di prosa però troppo particolare per esprimere un verdetto definitivo, già dalla prossima uscita in Spagna ne capiremo qualcosa di più.

Quel che è certo è che Kimi non ha intenzione di rallentare, deciso e affamato di prendersi qualcosa che prima potevamo solo immaginare e che oggi siamo consapevoli di poter raggiungere.

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