La Formula 1 sbarca a Suzuka per la quarantesima edizione del GP del Giappone, in uno dei circuiti più tecnici e completi in calendario, con le sue curve veloci e un carico aerodinamico altissimo, dove stabilità delle monoposto conterà più della velocità di punta.
Mercedes, per forza di cose e alla vigilia, riferimento principale in qualsiasi tipo di valutazione. Russell e Antonelli, con il britannico davanti nei numeri, della classifica mondiale, ma non necessariamente nei fatti. Kimi viene dalla prima vittoria a Shanghai, sa di avere per le mani un ferro che fa un altro sport rispetto al resto della concorrenza e ha fame di dare profondità alle proprie convinzioni.
Convinzioni che hanno trovato spazio, finalmente, anche nel bagaglio Ferrari sull’aereo per il Giappone. Leclerc ed Hamilton atterrano a Suzuka dopo un podio ciascuno nelle prime due uscite e con una SF-26 che si sta dimostrando veloce ed affidabile, per quanto ancora migliorabile nella gestione gomme e nella consistenza sugli stint più lunghi.
Decisamente più indietro McLaren, spettatrice non pagante in Cina per problemi all’elettronica, ed una Red Bull Racing malinconica e sempre più in difficoltà.
Siamo solo alla terza ma c’è già fame di risposte, siamo solo a fine marzo ma per qualcuno è già vietato continuare a sbagliare.