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Tennis

WIMBLEDON, SINNER BATTE DJOKOVIC E VOLA IN FINALE

Victor Velter/Shutterstock.com

Jannik Sinner raggiunge per il secondo anno consecutivo, e per la seconda volta in carriera, la finale di Wimbledon.

La prima in uno Slam in questo 2026, la settima in assoluto. Numeri, come al solito, a raccontare una storia. Quelli, ad esempio, del triplo 6-4 in due ore e venti minuti con cui Jannik supera in semifinale Novak Djokovic, battendo per la settima volta, su dodici scontri diretti, il tennista più titolato di tutti i tempi.

L’altoatesino sapeva di dover alzare il livello, e così è stato. Quaranta vincenti contro i soli quindici errori gratuiti, la solita, grande, regolarità al servizio, il ritmo forsennato imposto con il dritto da fondocampo e le varianti proposte da un rovescio a tratti devastante. Il tutto ha impedito a Djokovic di entrare negli scambi più lunghi e di non scorgere spiragli in cui monetizzare la sua classe senza età.

Il serbo, reduce dalla maratona di oltre cinque ore nei quarti contro Auger-Aliassime e infastidito da un problema al polpaccio, lascia la finale di domenica contro Sascha Zverev nelle mani di Sinner, dopo quello che potrebbe essere stato l’ultimo ballo sull’erba di Londra per il principe Nole.

L’ultimo atto, invece, di questa edizione numero 139 del torneo più importante del Mondo vedrà per la terza volta un tennista italiano in campo, e per la seconda consecutiva sarà Jannik Sinner, il ragazzo che sta normalizzando ciò che fino a qualche anno fa sembrava una promessa, sportiva, irrealizzabile.

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